Il Salto Quantico

 
 
Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma.
1° Principio di conservazione della termodinamica o
Principio di conservazione dell'energia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nel mondo dei quanti il cambiamento assume un significato completamente nuovo. Cambierebbe la tua percezione del cambiamento se scoprissi che gli scienziati hanno le prove che le entità subatomiche passano da un tipo di esistenza a un altro spontaneamente? Fino a quando non li osserviamo, infatti, gli elettroni esistono ovunque nell'atomo come invisibili onde di energia. Con la nostra osservazione, gli elettroni diventano particelle di materia fisica che ha una specifica collocazione nello spazio. Nel 1913 Niels Bohr postulò che gli elettroni esistono a diversi livelli di energia e che possono cambiare livello all'improvviso. Per esempio l'elettrone in un atomo di idrogeno esiste ad un livello di energia e poi fa un "salto quantico" ad un livello più basso. L'elettrone continua a saltare su e giù fino a raggiungere il livello zero (livello fondamentale). Esso può anche spostarsi ad un livello più alto se riceve un incremento di energia o se ad esempio avviene una collisione di particelle. Di conseguenza, un salto quantico non è predeterminato o prevedibile a priori.
  
Per semplicità consideriamo l'atomo di idrogeno come rappresentato in figura:
 
 
 
Esso può essere rappresentato, nel modello di Bohr, nel seguente modo come riportato in figura:
 
 
L'elettrone (carico negativamente) ruota attorno al protone (positivo, posto al centro) e può farlo secondo il modello dell'atomo di Bohr solo su ben precise orbite. Le orbite più interne corrispondono ad energie dell'elettrone minori, quelle più esterne ad energie maggiori.
 
Il livello più interno, quello con energia minore, si chiama livello fondamentale.
 
Per esemplificare il tutto, associamo ad ogni orbita un valore simbolico di energia come indicato in figura:
 
        
 
Un elettrone può saltare da un'orbita ad un'altra più esterna se riceve dall'esterno una energia pari alla differenza fra le energie delle orbite. Semplificando i principi della meccanica quantistica si può affermare che un elettrone eccitato salta ad un orbita atomica più esterna. Se l'energia dell'elettrone eccede  quella del legame con il nucleo, l'elettrone abbandona l'atomo che rimane ionizzato. Se il livello energetico finale è maggiore di quello iniziale significa che il fotone viene assorbito dall'atomo (eccitazione), se invece il livello finale è minore di quello iniziale, il fotone viene emesso dall'atomo durante la transizione (diseccitazione).
 
Gli scambi energetici fra radiazione elettromagnetica ed elettroni negli atomi avvengono per emissione ed assorbimento di quanti di energia ben precisa, i fotoni, corrispondenti alle differenze fra le energia delle varie orbite possibili.
 
L'energia di ogni singolo fotone scambiato vale:
 
 
 
dove  h  è la costante di Planck e    la frequenza della radiazione associata al fotone. Per la luce, fotoni ad energia minore sono quelli corrispondenti alla luce rossa, fotoni ad energia maggiore sono quelli della luce violetta. Tutta la materia si trasforma in fotoni e tutti i fotoni possono essere trasformati in materia. Un fotone ad altissima energia, quando viene assorbito, cede la sua energia ad un  elettrone di un atomo e questo nel ritornare al suo stato fondamentale crea infiniti fotoni che si propagano nell'atomo e negli atomi adiacenti. Questi infiniti fotoni agiscono sull'elettrone che continua a saltare su orbite con maggiore energia rispetto allo stato fondamentale e viceversa in un continuo scambio energetico di assorbimento e di cessione di fotoni. Un elettrone che genera fotoni per il principio di conservazione dell'energia, trasforma l'energia da una forma in un'altra (es. meccanica o elettrica in energia luminosa ovvero in fotoni). Il fenomeno dell'emissione di fotoni generata durante il salto di un elettrone da un livello superiore a uno inferiore può essere anche indotta, fornendo all'elettrone un'energia esattamente pari alla differenza di energia tra le due orbite selezionate: in questo caso si parla di emissione stimolata e su questo fenomeno si basa il principio di funzionamento del laser.  
 
 
Nel mondo della fisica quantistica ci sono solo probabilità, non certezze. C'è la probabilità che l'elettrone salti, ma non possiamo sapere con precisione se e quando lo farà. E se salta, non sappiamo a che livello salterà. Come sostiene Kenneth Ford in the Quantum World, "un salto quantico [..] è proprio una piccola esplosione, per cui ciò che era là "prima" sparisce e viene sostituito da ciò che è là "dopo". In un dato momento l'elettrone è a un livello energetico, poi scompare e rapidamente riappare in un altro luogo, ad un altro livello di energia.
 
 

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Immaginiamo di essere come le particelle subatomiche che saltano da un livello di energia ad un altro trasformandosi durante questo processo. Chi ha smesso di fumare o chi si è liberato da qualche altra dipendenza può confermare che ci fu un momento in cui era dipendente e un altro in cui era libero. Il tempo prima del salto quantico, prima del cambiamento è una sorta di fase preparatoria a questo passaggio. Inoltre il salto quantico coincide con il momento della scelta, in cui si può diventare liberi istantaneamente da una qualche dipendenza oppure si può prevedere un periodo di transizione al nuovo stato ad esempio riducendo le dosi o le quantità, spostandosi nella direzione desiderata.  
 
SALTO QUANTICO = MOMENTO DI SCELTA COERENTE DI CUORE E DI MENTE
 
Il salto quantico è quindi istantaneo ed è interno. Le conseguenze visibili, gli effetti potranno essere osservati soltanto nel tempo. Ciò che conta è assumere il giusto atteggiamento mentale che permette di fare il salto quantico e di mantenere il nuovo stato raggiunto. Le manifestazioni fisiche di quel cambiamento diventano evidenti quando, lentamente, si rivelano e sono confermate dalla scelta di ogni giorno e si stabilizzano su quel salto quantico.
 
 
 
Così come l’elettrone, per spostarsi verso un’orbita più esterna, ha bisogno di acquisire energia sotto forma di fotoni, anche per attuare la nostra trasformazione è necessaria una certa quantità di energia che va conservata ed espansa dall’interno. È importante quindi vivere al proprio interno il cambiamento come se fosse già avvenuto, allineandosi a quella specifica frequenza. Lavorandoci con delle brevi meditazioni è possibile creare questo stato dapprima internamente per poi manifestarlo all’esterno. Nel momento in cui esso si è radicato e ha sedimentato in noi stessi avviene il collasso della funzione d’onda. D'altra parte, seguendo lo stesso ragionamento, così come un elettrone può spostarsi anche verso un’orbita più interna, cedendo energia sotto forma di fotoni; allo stesso modo quando scendiamo ad un livello di energia più basso cediamo la nostra luce, rendendoci canale di più basse vibrazioni. Il salto quantico, così come per le particelle quantistiche è quindi possibile in entrambe le direzioni sino ad un livello più basso che è quello fondamentale che per noi può coincidere con il  nostro livello di partenza.
 
 
Gli scienziati credono che ogni possibile reazione ha qualche probabilità di accadere. Se ogni reazione ha qualche probabilità di accadere, questo indica che nel nostro mondo tutto può succedere, anche quegli eventi che non consideriamo possibili. Niente è impossibile! Poiché crei ciò che accade scegliendo cosa osservare, soltanto tu puoi limitare le tue possibilità ad esempio pronunciando frasi depotenzianti del tipo: "Non riesco", "Non ce la faccio", "Non sarò mai in grado di..". Gli scienziati invece credono che ci sia qualche probabilità per ogni possibilità, dipende quindi da te cambiare i tuoi pensieri che danno la direzione, il focus alla tua energia. Tutto quello che la nostra mente subconscia ha registrato che è riferito alle nostre esperienze unito alle memorie cellulari registrate nel nostro corpo agisce ad un livello molto profondo influenzando e condizionando la nostra vita.
 
 
Da un lato, riconosciamo che questo “nastro” in cui vengono registrate le esperienze sia di fondamentale importanza per la sopravvivenza dell’individuo ed in genere della specie, poiché quella stessa memoria si attiva in corrispondenza di determinate situazioni quando queste si ripetono, mettendo quindi l’individuo in allarme o in una sensazione di pericolo o di insicurezza laddove è altamente probabile un pericolo effettivo. Dall’altro lato, portando questi meccanismi inconsci alla luce si diventa consapevoli di questo substrato nascosto che muove i passi nella nostra vita, e grazie all’osservazione è possibile modificare e trasformare certe reazioni involontarie che ormai sono diventate obsolete o di intralcio per il raggiungimento dei nuovi obiettivi.
 
A volte si tratta anche di blocchi emozionali da sciogliere: in questo caso possiamo intervenire dapprima osservando le emozioni sprigionate; in seguito trasformando le cause che le hanno generate, rielaborandole nel presente grazie ad una “riscrittura” di quegli eventi stessi, trasformando il nostro atteggiamento rispetto ad essi. Vivendo infatti la situazione diversamente, è possibile trasformare coscientemente meccanismi che sono custoditi profondamente nel nostro inconscio. Quando si fanno lavori del genere agiamo consapevolmente sia sul passato che sul presente che sul futuro, poiché l’unico momento che esiste è un eterno momento presente.
 
 
 
 Oltre alle esperienze, la mente subconscia incamera le convinzioni e i condizionamenti individuali e sociali che andrebbero riconosciuti e osservati per scegliere se hanno ancora una finalità positiva nel presente o se hanno fatto ormai il loro tempo. Un’altra caratteristica della mente subconscia è quello di non riuscire a distinguere qualcosa che succede realmente, da qualcosa che viene semplicemente simulata con gli stessi effetti oppure sognata in modo molto vivido. Attraverso la visualizzazione, l’immaginazione e la creatività è infatti possibile vivere degli stati dentro di sé, riprodurli percependoli come se fossero reali. Nelle prestazioni sportive questa prerogativa è stata utilizzata per lavorare sull’atteggiamento mentale degli atleti e gli esperimenti hanno dimostrato che anche coloro che non si allenano, ma visualizzano di farlo hanno una preparazione superiore a chi si allena senza una forte motivazione e senza una visualizzazione del raggiungimento di un obiettivo concreto, credendo fermamente di raggiungerlo.
 
 
MEDITAZIONE FOCALIZZATA - IL SALTO QUANTICO
 
 
Usando l'immaginazione, unendo le tue capacità creative alla visualizzazione e della percezione produrrai i cambiamenti che vuoi vedere nella tua vita. Prova ad essere creativo/a, andando oltre il tuo condizionamento mentale. Ogni giorno creiamo il nostro mondo e lo facciamo semplicemente scegliendo cosa osservare e come osservarlo!
 
Un modo molto potente ed efficace per connettersi al subconscio è quello di visualizzare/focalizzare usando un approccio meditativo.
1. Durante la meditazione chiudi gli occhi. 
2. Crea un’immagine mentale e inizia a visualizzarti come se l’avessi già ottenuto. 
3. Se non riesci a visualizzare, semplicemente inizia a sentire come se avessi già ricevuto il tuo dono
4. Come ti senti? Felice, gioioso/a, entusiasta? Visualizza concentrandoti pienamente sulle tue emozioni. Sentile come se stesse avvenendo adesso, come se abbia già ottenuto ciò che desideri. 
5. Ritorna sulla tua focalizzazione anche se ti arrivano pensieri lasciali fluire (se i pensieri sono tanti, pratica prima l’esercizio del vuoto)
6. Immagina lo scenario completo con quanti più dettagli possibili, come se descrivessi una nuova realtà, e vivila in te come se fosse già realizzata.
 
 
 
 
 

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