Restituire alle generazioni future il pianeta.

 

 

 

 

 

 

 

 

La protezione del clima è una questione che ci riguarda tutti, indistintamente. Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di cambiamento climatico, rimettendo in discussione il modo di vivere attuale che sta mettendo sempre più a repentaglio la vita sul pianeta. A livello internazionale gli accordi di Parigi, entrati in vigore il 4 novembre 2016, rappresentano una milestone importante per la protezione del clima: 195 paesi hanno adottato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale. L'accordo definisce misure e modalità per mantenere l'aumento di temperatura sotto i 2°C, in modo da evitare eventi climatici catastrofici. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad eventi climatici sempre più frequenti ed intensi che mettono a dura prova le popolazioni e i territori coivolti, causando gravi danni in aree sempre più estese, oltre alle ingenti perdite economiche. Il pianeta è ricco di risorse e di abbondanza, ma la velocità e la modalità con cui le stiamo consumando e la generazione costante di inquinamento diffuso incidono profondamente sugli equilibri naturali, impedendone la naturale rigenerazione. Ciò comporta la necessità di adattamento a condizioni climatiche sempre più instabili, ma in natura i cicli naturali regolano la vita sul pianeta. Intaccando le fondamenta della vita con cambiamenti climatici indotti e sempre più repentini, stiamo andando a minare le basi della nostra stessa esistenza. 

 

È imperativo ritornare alla responsabilità individuale. Ogni essere umano ha la responsabilità personale per ciò che sta accadendo sul pianeta. Le scelte che prendiamo ogni giorno determinano l'impatto del nostro modo di vivere. L'impronta energetica comprende i nostri consumi (di energia, di cibo, di trasporti, ecc), ovvero si traduce in uno stile di vita che si esprime nella vita quotidiana, al lavoro e nel tempo libero. Nel momento in cui sottraiamo risorse alle generazioni future e al pianeta stesso la nostra impronta sul pianeta è negativa, quindi a livello di bilancio energetico creiamo un debito verso le generazioni future e il pianeta sia rispetto ad altri esseri umani, sia alle altre specie animali e vegetali che lo abitano. 

 

L'impronta energetica può essere declinata secondo dei macro indicatori: superfici utilizzate per i propri consumi, emissioni di anidride carbonica rilasciate in atmosfera, consumi di acqua. 

IMPRONTA ECOLOGICA (ecological footprint)

calcola l’area totale di superficie produttiva necessaria a produrre beni e servizi consumati da una data popolazione

IMPRONTA DI CARBONIO (carbon footprint) misura la quantità di gas ad effetto serra emessa in atmosfera, con riferimento all'anidride carbonica o al carbonio, riferita ad una determinata produzione o attività antropica. Il consumo di gas, carbone e petrolio è trasformato in emissione di COeq.  

 

  • Quanta energia serve per riscaldare o illuminare la tua casa?
  • Quanta energia serve per i tuoi spostamenti (auto, treni, aerei)?
  • Quanta energia serve per produrre il cibo che consumi?

 

Le emissioni sono causate dalla produzione e dalla distribuzione al consumatore sino allo smaltimento degli imballaggi (qualora presenti). 

Facciamo un esempio: la produzione in serra di 1 kg di pomodori rilascia 3,5 kg di CO2 eq, mentre la stessa quantità prodotta in campo meno di 0,05 kg, ben 70 volte più bassa! Quindi il consumo di cibo è importante che sia locale e stagionale
 
L'acquisto di prodotti stagionali ha un impatto positivo sul tuo bilancio energetico alimentare, dal momento che non sono necessarie lunghe tratte per il trasporto o il riscaldamento per le serre. Il trasporto aereo è quello che produce un'elevatissima quantità di emissione di C02.
 
La frutta tropicale subisce numerosi trattamenti e comunque, anche quella biologica, viene colta acerba e matura durante la durata del trasporto, necessitando di ulteriore energia per essere conservata che si aggiunge al trasporto. Se la frutta non è biologica è sottoposta a trattamenti tra cui antiparassitari che rimangono nella buccia del frutto. 
 

IMPRONTA IDRICA (water footprint)

L'impronta idrica è un indicatore del volume totale di risorse idriche ovvero l’acqua, prelevata da fiumi, laghi e falde acquifere (acque superficiali e sotterranee), impiegata per produrre beni e servizi, nei settori agricolo, industriale e domestico, ed inoltre derivante dal consumo di merci importate. 
  • Per produrre una T-shirt servono 2.700 l di acqua.
  • Per produrre un bicchiere di vino sono necessari 120 l di acqua. 
Solitamente i dati statistici relativi ai consumi idrici considerano soltanto il consumo diretto, ma non i consumi indiretti ovvero quelli provenienti dall'estero. L'acqua è la risorsa più preziosa sul pianeta, quindi spesso senza rendercene conto le nostre scelte di consumo andiamo a sottrarre l'acqua ad altre popolazioni e ad altri territori, causando implicazioni sociali e ambientali del suo utilizzo.

Scelte consapevoli ci consentono di ridurre la nostra impronta sul pianeta.